Oggi ci è venuta l’idea che era meglio ripassare tutti assieme quali sono i punti fondamentali che permettono di fare al meglio trading online.

Quando si parla di trading online si parla di investire il proprio capitale, piccolo o grande che sia in un conto online e da quel conto comprare azioni e fare investimenti sfruttando tecniche e operazioni che permettono di ottenere dei guadagni. Si tratta in pratica di guadagnare soldi comprando a poco e rivendendo a tanto.

Nella maggior parte dei casi, chi si rivolge al trading online non è uno specialista del settore finanziario e quindi inizia a cimentarsi un po’ da autodidatta e poi impara passo – passo quali sono le funzioni e come muoversi nel settore.

Imparare a fare trading online direttamente in linea è possibile, ci sono innumerevoli corsi che lo permettono, la maggior parte dei quali risultano facili da seguire e danno a lungo andare una ottima base di conoscenza.

Ad ogni modo questo articolo non vuole entrare troppo nei dettagli tecnici, ma vuole esservi d’aiuto a tutti quelli che vogliono imparare le basi del trading e non sanno nemmeno da che parte cominciare.

Primi passi da trader

Per avere un buon approccio al mondo del trading online vi consigliamo di seguire questi 5 semplici punti:

  1. Piattaforma

Scegliere la piattaforma di trading può sembrare un gioco da ragazzi, ma quando andate ad iscrivervi noterete che ce ne sono molte e non tutte sono uguali. Prima di tutto cercate una sicura e che abbia tutti i documenti e le certificazioni in regola. Ci mettete i vostri soldi, per il minimo richiesto è il massimo della sicurezza. In secondo piano valutate che sia semplice da usare e che abbia un buon servizio di assistenza, possibilmente in italiano. Sembra scontato, ma alcune piattaforme sono fatte per chi è già esperto del settore, e quindi per chi non lo è risultano difficili da usare e da capire.

  1. Investire con parsimonia

Non fatevi prendere la mano ai primi guadagni. Molto spesso quando arrivano i primi guadagni uno inizia ad azzardare e quindi a rischiare inutilmente. Cercate di gestire con attenzione i vostri soldi, facendo man mano degli investimenti proporzionati alle vostre possibilità. Che non vi mettano troppo in crisi in caso di perdite.

  1. Diversificare

Non investite il vostro intero capitale in un’unica volata, e ben che meno in un solo settore. Se un settore va in crisi è sempre bene avere qualche cosa nel cassetto che supporti e margini le perdite.

  1. Sapere quando fermarsi

Vale tanto per i guadagni che per le perdite. Un buon trader sa quando viene il momento di uscire dalla posizione, perché aspettarsi di diventare milionario grazie a una sola operazione non è una cosa molto realista. Cercate di essere concreti e di non strafare. Non si tratta di un gioco, ma di mercati veri con operazioni vere.

  1. Nervi saldi e gestione dello stress

Questo è il punto che la maggior parte dei trader sottovaluta. I nervi saldi e la gestione dello stress sono estremamente importanti, perché vedere i propri investimenti che salgono da una carica di adrenalina incredibile, ma vederli scendere crea altrettanta tensione e depressione. Imparate a gestire al meglio i momenti si stress, fate un po’ di meditazione, o dello sport, o bevetevi un buon bicchiere di vino se necessario.

Le azioni delle compagnie nazionali sono un buon affare? È il caso di comprarle adesso? E soprattutto come stanno andando le azioni Eni?

Sono tutte domande molto interessanti a quali cercheremo di dare risposta nel corso di questo breve articolo.

Un po’ di storia di Eni

L’Ente Nazionale Idrocarburi, vede la luce per la prima volta nel 1953, con a guida la figura carismatica di Enrico Mattei. La figura dell’allora presidente ha subito dato prestigio all’azienda nazionale, Mattei era infatti un esponente di spicco della resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale, oltra ad essere un politico e un ottimo imprenditore. Erano gli anni del dopoguerra, quelli in cui l’intera Europa era in fermento e cercava di ricostruire e rimarginare le ferite dei lunghi anni di guerra.

Eni adesso

Attualmente la situazione di Eni è molto cambiata, come è naturale, sempre si occupa del settore energia en in particolare di petrolio, di gas naturale, ma anche nella chimica, nell’energia elettrica e in alcuni settori della produzione di energia partendo da fonti rinnovabili.

E’ attualmente operativa in ben 73 paesi, e conta più di 33 mila dipendenti. Un vero e proprio colosso del settore. La famosa rivista Forbes, ha menzionato Eni posizionandola tra le prime 500 aziende al mondo per capitale. Sempre Eni ricopre un’altra posizione di prestigio, posizionandosi tra le prime 150 aziende al mondo per l’importo di fatturato.

Non tutti sanno che lo Stato Italiano non è più proprietario esclusivo del cane a sei zampe, ma attualmente possiede circa il 30 % del capitale azionario, e continua grazie a queste quote a mantenere il controllo effettivo sulla società.

Con chi lavora Eni

Naturalmente una società dei queste dimensioni non fa tutto da sola, ma stabilisce accordi milionari con altri partner, tra i quali possiamo menzionare la compagnia russa Gazprom, o acquistando azioni di maggioranza di Distrigas.

Eni e le donne in carriera

Una piccola menzione a Eni vogliamo farla anche da un lato del tutto sociale: infatti dal 2014 ad oggi la presidentessa di Eni è Emma Marcegaglia, imprenditrice e presidente di Confindustria. In un mondo governato ed amministrato quasi esclusivamente da uomini fa comunque piacere vedere una donna in una carica tanto prestigiosa. Al suo fianco, come amministratore delegato, Claudio Descalzi.

Eni in borsa

Per quanto riguarda i mercati in cui viene quotata Eni sono due: naturalmente all’indice FTSE MIB della Borsa di Milano, ma anche al New York Stock Exchange di New York.

Perché comprare adesso le azioni di Eni

Certo noi siamo sempre a favore degli investimenti sulle aziende nazionali, ma in questo caso andiamo oltre e ci sentiamo di voler consigliare caldamente l’acquisto delle azioni Eni.

Negli anni seguiti alla crisi del 2008, Eni , come tutto il settore energetico ha subito il ristagno dovuto al ribassamento generale delle produzioni industriali.

Naturalmente quando i continenti sono in crisi, non sono solo le piccole aziende a perdere, ma anche quelle grandi, e questo è stato proprio il caso di Eni.

Fortunatamente il mercato degli energetici ha nuovamente registrato dei movimenti positivi e gli analisti confermano che per i prossimi vent’anni, quanto meno, la richiesta di petrolio e di gas naturale aumenterà considerevolmente.

A questo aggiungiamo che Eni si occupa anche, seppur in minor misura, di energia proveniente da fonti rinnovabili, settore che ha visto moltiplicare gli incassi in maniera esponenziale negli ultimi anni. E’ indubbio che il settore energetico si sposterà sempre più verso le rinnovabili, ma il fatto che Eni tenga per così dire il piede in due scarpe, fa sperare in una continua crescita di valore delle sue azioni societarie.