> Dossier Aethina tumida
 

Aethina tumida Murray (1867)

Aethina tumida è un coleottero appartenente alla famiglia dei Nitidulidi, originario dell’Africa meridionale, dove è conosciuto come il piccolo coleottero dell'alveare ("small hive beetle" o SHB) che attacca favi abbandonati o famiglie deboli.

Recentemente, a causa di importazioni di materiale apistico dal Sud Africa, questo coleottero ha invaso anche il Nord America provocando ingenti danni alle locali popolazione di api a causa del raggiungimento di livelli di infestazione (diverse centinaia di larve e di adulti per colonia) mai riscontrati in Africa.


In caso di forte infestazione la produzione di miele è compromessa a causa della presenza degli escrementi del coleottero che ne determinano la fermentazione.

L'ape africana è in grado di difendersi da questo parassita; uno dei motivi è lo stesso che probabilmente la difende anche dall'acaro varroa (Varroa destructor) e dalla peste americana (Paenibacillus larvae): l'abbandono del nido con tutto ciò che esso contiene (spore batteriche, acari, coleotteri, ecc.).
Inoltre l'ape del capo (Apis mellifera capensis) mostra un comportamento "aggressivo" nei confronti del parassita, attaccando in maniera significativamente maggiore (32,8% contro l'1,4% dell'ape mellifera europea) i coleotteri artificiosamente introdotti nell'alveare; i coleotteri possono poi venire imprigionati nella propoli e le loro uova eliminate dalle operaie.

(nella foto: un adulto di Aethina accanto a un'ape operaia)

Nelle sottospecie europee di A. mellifera, tale aggressività non esiste (salvo rarissime eccezioni) perchè le api non riconoscono il coleottero come nemico; questo può pertanto riprodursi indisturbato e raggiungere densità di popolazione elevate; inoltre è possibile che in America, così come in Europa, manchino i nemici naturali del coleottero.

I notevoli danni provocati da questo parassita nel Nord America - se confrontati con quelli del suo habitat naturale - sono un fenomeno piuttosto ricorrente che si verifica ogniqualvolta un parassita entra in un nuovo ambiente senza trovarvi quell'insieme di predatori, parassiti e agenti patogeni in genere che ne mantengono sotto controllo la crescita di popolazione.

Ciclo vitale

Il ciclo vitale di A. tumida non è necessariamente legato alla presenza di alveari o di sciami di api.
G li adulti penetrano nel nido attraverso l'ingresso o da fessure delle pareti.

Dall’alveare, dopo un tempo variabile dai 10 ai 20 giorni, fuoriescono le larve mature, che vanno ad impuparsi nel terreno circostante per poi tornare all'interno dell'arnia come adulti dopo 3-4 settimane.

Nell'alveare la femmina depone parecchie centinaia di uova e la successiva nascita delle larve ne costituisce il danno maggiore.

In totale, il ciclo biologico completo - da uovo ad adulto - richiede dalle 7 alle 8 settimane; in un anno si compiono in media due generazioni.

Uova

La femmina produce ammassi di uova di colore bianco perla che vengono depositate in gruppi irregolari nelle fessure e nelle cavità dell'alveare; ogni adulto può produrre da 50 a 60 uova in un brevissimo lasso di tempo. Le uova – 1,4 mm di lunghezza per 0,26 mm di larghezza - sono apparentemente simili a quelle delle api, ma più piccole di circa un terzo (nella foto). Il periodo di incubazione va da 1 a 6 giorni.

Larve
Le larve di coleottero, color crema, lunghe circa 10 mm, si nutrono di miele, polline e uova per 10-16 giorni; potrebbero venire confuse con quelle della tarma della cera (Galleria melonella) ma la larva di quest'ultima raggiunge dimensioni maggiori ed è in genere di colore piu scuro; inoltre ha solo abbozzi di zampe (pseudopodi) mentre le larve del coleottero si caratterizzano per la presenza di tre paia di prozampe in posizione anteriore e di spine lungo il dorso.

Questo stadio è quello che causa il maggior danno all'alveare: in casi di forte infestazione anche la produzione di miele può venire compromessa a causa della presenza degli escrementi del coleottero che innescano un processo di fermentazione del miele che lo rende non più idoneo all'alimentazione né umana né delle api.
(nella foto: ammassi di larve in celle di favo).

Le larve escono dall'alveare e si lasciano cadere nel terreno circostante dove si sviluppano i pupari ad una profondità variabile dai 5 ai 60 cm. Le pupe, inizialmente di colore perlaceo, virano ad un colore castano chiaro e poi castano bluastro (crisalidi). Il periodo trascorso nel suolo va da 15 a 60 giorni. La maggior parte dei coleotteri adulti, provvisti di ali, emerge dopo 3-4 settimane. Se disturbati gli adulti volano prontamente e rientrano nell'alveare per alimentarsi e riprodursi.



Adulti
Gli adulti sono inizialmente di colore giallastro per poi mutare al marrone e, definitivamente, al colore nero. Hanno una lunghezza di 5-7 mm, larghezza di 2,3-2,5 mm e una longevità massima di 6 mesi. La forma adulta trascorre la stagione invernale all'interno del glomere, nutrendosi dei prodotti dell'alveare e, quando disponibile, di covata.

(nella foto: adulti di Aethina tumida tra la corteccia di un albero)

Il coleottero adulto è un eccellente volatore. Senza l'aiuto delle api è in grado di muoversi fino a 20 km/anno. Può resistere per parecchi giorni senza cibo e può sopravvivere e riprodursi anche al di fuori dell’alveare (ad esempio su frutta molto matura); può nutrirsi di nettare e di alcuni frutti (mango, meloni, pesche, ecc.). Nonostante non sia dipendente dalle api, quando può preferisce la vita nell'alveare ed in particolare nei favi che contengano o abbiano contenuto polline o larve, mentre diserta quelli di sola cera che non hanno mai ospitato covata o scorte. Sono stati osservati anche casi di cannibalismo (di adulti verso uova e di larve sviluppate verso larve più piccole).

Le stesse api possono provvedere ad "imboccare" i coleotteri con il contenuto della propria borsa melaria.

Nella foto: Interazione tra un'ape operaia ed un adulto di Aethina tumida: l'ape, ricevuto lo stimolo dal coleottero mediante contatti antennali, esercita una trofallassi a beneficio del parassita.


Nelle sottospecie europee di api, 2 o 3 femmine adulte di coleottero per colonia sono sufficienti per iniziare l’infestazione dell'alveare; sia le forme adulte sia quelle larvali possono provocare danni simili a quelli della tarma della cera, ma di maggiore entità, colpendo prevalentemente colonie morte o indebolite per altre cause.

Possono attaccare anche nidi di altri Apoidei, in particolare di Bombus.