La
minaccia di Aethina tumida
Infesta gli alveari, si nutre di polline e covata e rende
immangiabile il miele.
Il "piccolo coleottero africano" può far collassare un
intero alveare o costringerlo alla sciamatura. E l'ape italiana (razza
ligustica), a differenza delle razze africane che convivono con Aethina
da più tempo, non possiede strumenti di difesa.
L'infestazione non suscita nella ligustica alcuna aggressività.
Anzi: il coleottero riesce a convincere la nostra ape a farle da balia
e a svuotare il nettare - contenuto nella sua borsa melaria - a suo uso
e consumo.
La prima segnalazione di Aethina tumida negli Stati Uniti, dove
è allevata l'ape italiana, risale al settembre 2002. Ma Aethina
tumida, che è originario dall'area sub-sahariana ed è
ormai sviluppato in tutto il Sud Africa, è stato segnalato ufficialmente
anche in Egitto nel giugno 2000. E' ipotizzabile dunque la sua diffusione
in tutto il nord Africa e, quindi, nell'intero bacino mediterraneo.
L 'importazione di api vive (regine, sciami, pacchi d'api) e di materiale
apistico (favi) da queste aree, può dunque considerarsi un rischio
non trascurabile per le nefaste conseguenze che avrebbe su tutto il settore
dell’apicoltura e sull’indotto agricolo, tanto che
l'Unione europea l'11 dicembre del 2003 ha deciso di limitare le importazioni
di api e bombi e ha posto l'obbligo di controllo alla frontiera di tutto
il materiale apistico.
Considerata inoltre la velocità di diffusione (500
km/anno) dell'ape africanizzata (la cosiddetta "ape assassina")
nel continente americano, è lecito pensare che anche per questo
coleottero parassita possano valere le stesse modalità di trasmissione
rapida (spostamenti degli sciami naturali, vendita di alveari o di pacchi
d'ape, movimentazione di interi apiari per il nomadismo), con la conseguente
futura diffusione in gran parte di quel continente.
Risulterebbero quindi compresi anche quei Paesi esportatori (Argentina
e Cile in particolar modo) a cui troppo spesso i nostri apicoltori si
rivolgono per l'acquisto di api regine, dimenticando tra l'altro che a
causa della vicinanza con il Brasile - paese d'origine dell'ape africanizzata
- potrebbero giungere nel nostro Paese soggetti geneticamente "inquinati"
dalle popolazioni africanizzate. Ne deriverebbe quindi un potenziale pericolo
non solo per le interazioni con la naturale biodiversità dell'ape
ligustica (l'ape italiana) , ma anche per l'incolumità degli operatori
e di chiunque venga a contatto con tali sciami.
Aethina tumida costituisce un grave pericolo per l’apicoltura.
Se importato, i danni causati da questo parassita potrebbero rivelarsi
simili a quelli causati dalla varroa. A tal fine sarebbero auspicabili
idonei strumenti normativi a difesa del patrimonio apistico nazionale.
Altre azioni che si dovrebbero intraprendere sono:
1. informazione e sensibilizzazione alla problematica, mediante articoli,
convegni, lezioni durante corsi, ecc. per una responsabilizzazione dell'intero
settore sui possibili danni derivanti dall’importazione di materiale
apistico da altri Paesi;
2. fornire indicazioni operative per il riconoscimento del parassita nei
propri allevamenti, anche impostando programmi di monitoraggio;
3. avvio di specifiche sperimentazioni per il controllo del coleottero.
Scheda
tecnica: chi è Aethina tumida
Diagnosi e controllo
Bibliografia di riferimento
Resoconto del seminario
del Prof. Kastberger
(etologo autore di un documentario sul coleottero)
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