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L'Oriente che spaventa l'apicoltura europea

Dopo più di due anni di embargo, l’Europa ha deciso di riaprire le frontiere ai prodotti di origine animale provenienti dalla Cina, tra cui miele e pappa reale. Una decisione che ha suscitato molte perplessità sul piano della sicurezza alimentare e dell’effetto sui prezzi dei prodotti europei. Ma Bruxelles assicura: tutte le garanzie sono state prese.

Nel gennaio 2002 l'Unione europea aveva chiuso le porte a Pechino mettendo al bando alimenti di origine animale e mangimi. Allora la colpa fu del cloramfenicolo, un antibiotico trovato dalle autorità veterinarie in molti prodotti cinesi, soprattutto gamberetti. Il cloramfenicolo, illegale sin dal 1994 nei confini Ue, è indicato da FAO e OMS come possibile cancerogeno . “Dal 2002 la Cina ha compiuto importanti progressi nel rafforzamento dei propri controlli nel settore”, ha però precisato la Commissione europea.

Da settembre le importazioni sono quindi riprese. La decisione (2004/621/CE), annunciata nel luglio 2004, è stata motivata dalle assicurazioni fornite dalle autorità cinesi e dall’esito positivo della visita ispettiva effettuata in Cina nel primo semestre 2003 dallo staff del Food veterinary office, l’ufficio veterinario europeo che ha sede a Dublino.

Negli stessi mesi in cui i veterinari europei davano il loro placet, la rivista Altroconsumo pubblicava un’inchiesta in cui denunciava il ritrovamento di campioni di miele contaminato da cloramfenicolo in Belgio, Spagna e Portogallo (febbraio 2003).

Qualche mese dopo, nell’agosto 2003, il sistema di allerta rapida per alimenti e mangimi della Comunità europea (RASFF) ha segnalato con tre notifiche di allerta la presenza di cloramfenicolo in campioni di miele in Spagna e Portogallo. Secondo molti esperti del settore, anche se non esistono dati ufficiali che avallino questa ipotesi, il cloramfenicolo è un chiaro marchio di provenienza cinese perché è introvabile in altre parti del mondo.

L’ultima allerta risale a solo due mesi fa. A novembre la RASFF ha segnalato della pappa reale in Germania proveniente dal Vietnam, via Olanda e Spagna, contenente il pericoloso antibiotico.

Le garanzie relative al miele e alla pappa reale, e agli altri prodotti animali, rimangono in mani cinesi. Infatti, sulla base della decisione 2004/621/CE, ogni partita deve essere scortata da un’attestazione rilasciata dalle autorità di Pechino nella quale si dichiara che i prodotti, prima dell’invio, sono stati sottoposti ad un’analisi chimica destinata a garantire che non presentino alcun pericolo per la salute umana. Per il miele le analisi riguardano cloramfenicolo, nitrofurani e loro metaboliti.

La riapertura dell’Europa ai prodotti animali della Cina rappresenta un’ulteriore valvola di sfogo per il mercato cinese che, secondo una recente statistica pubblicata da Avvenire, ha aumentato nell’ultimo anno le proprie esportazioni verso l’Italia con incrementi che arrivano al 22 per cento per i pomodori conservati e ai picchi del 440 per cento per gli arrivi di mele.

Unione apicoltori di Shangai

>> Che cos’è il cloramfenicolo
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>> L’iter della decisione europea