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Non solo api: verso l’inclusione dei bombi nell’analisi del rischio

Attualmente per la normativa europea, Apis mellifera è l’insetto impollinatore su cui maggiormente si concentra l’attenzione per la stesura degli schemi di analisi del rischio. Ma anche gli altri impollinatori sono a rischio per gli effetti dovuti all’esposizione ai pesticidi in natura e in agricoltura. Tra questi in particolare i bombi, che oltre a svolgere un’importante funzione come impollinatori selvatici, vengono da circa 20 anni allevati e venduti in tutto il mondo come impollinatori di colture in serra.

Il sottogruppo Bombi, guidato da Jozef van der Steen (Olanda), ha il compito di studiare gli effetti dei pesticidi e di sviluppare protocolli per test di tossicità su questi insetti, che un domani potrebbero essere proposti alle autorità per la registrazione dei prodotti fitosanitari. Fino ad oggi il gruppo ha elaborato un metodo per lo studio della tossicità acuta in laboratorio. Al presente simposio van der Steen ha invece presentato i primi abbozzi di un protocollo per i test sulle larve, che verrà sviluppato nei prossimi anni.

Altri risultati sono stati presentati sia oralmente che tramite poster da ricercatori dell’Università di Brussels e Ghent (Belgio) sugli effetti di IGR (analoghi dell’ormone giovanile e inibitori della sintesi della chitina) e neonicotinoidi (imidacloprid, thiacloprid, acetamiprid e thiametoxam). Al termine della sessione è stato auspicato che il lavoro del sottogruppo bombi vada avanti nella raccolta di dati, al fine di dimostrare che sussistono differenze negli effetti dei pesticidi tra api e bombi e che pertanto test specifici anche per i bombi andrebbero inclusi nelle procedure di registrazione dei prodotti fitosanitari.