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DataHoney: uno strumento per la gestione informatizzata dei dati melissopalinologici

Giornata di aggiornamento per gli esperti in melissopalinologia - 6 novembre 2008

Perché un database sui dati melissopalinologici dei mieli italiani? Riprendendo il discorso dal seminario di presentazione fatto ormai quattro anni fa, lo hanno illustrato ai melissopalinologi italiani i Proff. Ignazio Floris e Alberto Satta dell’Università di Sassari (nella foto) intervenuti nel seminario organizzato dal CRA-API, sostenendo l’esigenza di gestire in modo innovativo l’enorme mole di dati disponibili sulle caratteristiche palinologiche dei mieli.



Scopo dell’archivio informatico
sarebbe pertanto sopperire alle esigenze di classificazione geografica e botanica dei mieli italiani, raggiungendo, per quanto possibile, il maggior grado di semplificazione analitica ed agevolare l’analisi dell’interpretazione dello spettro.

Questo strumento consentirebbe, inoltre:
- un rapido aggiornamento dei parametri melissopalinologici in rapporto alle possibili modificazioni delle associazioni floristiche di interesse apistico dovute a fattori naturali e antropici;
- la definizione e l’aggiornamento della nomenclatura melissopalinologica (incluso l’elenco dei tipi pollinici);
- la predisposizione in automatico di una scheda univoca di rappresentazione dei risultati;
- l’associazione all’elenco dei pollini di un archivio di immagini (digitalizzazione di una palinoteca di riferimento) al fine di agevolare la classificazione del tipo pollinico;
- di creare una banca-dati (online) multiutente aggiornabile in automatico da differenti postazioni.

Attualmente l’archivio è in fase di allestimento e l’operazione è risultata fino ad ora piuttosto lunga e complessa dal momento che il materiale disponibile è alquanto eterogeneo (proviene infatti da fonti diverse) e differente è la rappresentazione dei dati (%, classi di frequenza).

Si sta lavorando ad una semplificazione che li renda maggiormente omogenei ricorrendo alle sole classi di frequenza e, quantitativamente, al baricentro dell’intervallo di frequenza. Sarà così possibile uniformare e ridurre la variabilità per creare, in futuro, la banca dati ex novo, prevedendo l’acquisizione di nuovi dati secondo criteri di rigorosa standardizzazione metodologica (nomenclatura univoca, capacità di discriminazione analitica, livello di accuratezza) e con opportune verifiche (ring test).